Breve guida introduttiva alle condizioni cognitive e psicologiche indesiderate in età anziana

Aggiornato il: 20 mar 2019

In età anziana il cervello e la mente possono imboccare percorsi poco desiderabili, che allontanano l’individuo da una condizione di pieno benessere psicologico e cognitivo. Vediamo insieme quali sono tali strade e come fare per evitare di intraprenderle.



Non lasciatevi ingannare dal cartello: l’età anziana non è un percorso unico, prevedibile o già tracciato, tanto sul piano fisico quanto sul piano mentale. Questa fase della vita si caratterizza infatti per un’elevata variabilità dal punto di vista cognitivo e psicologico. Come sottolineato in uno degli articoli precedenti, “Guardare con altri occhi l’età anziana. La sfida di ITINERA”, pensare che un anziano sia uguale all’altro è uno degli errori più gravi che si possano commettere. Ogni individuo è unico e lo rimane anche nel corso della terza età. Ci sono tuttavia delle situazioni problematiche abbastanza frequenti in cui l’anziano può trovarsi e nel presente articolo passeremo in rassegna 4 dei principali esiti indesiderati dell’invecchiamento e daremo delle indicazioni per provare a risolvere tali problematiche.



1° percorso indesiderato: Tristezza e depressione

Essere tristi di tanto in tanto è normalissimo. Nell’anziano poi si presentano vari fattori esterni ed eventi che possono innescare e fomentare stati di tristezza anche gravi, quali il pensionamento, la perdita delle autonomie, le difficoltà cognitive e i lutti per le persone care. Dunque non sorprende che l’anziano sperimenti solitamente più tristezza di quanto non ne sperimenti un individuo giovane. Non sempre i farmaci rappresentano la via migliore nella gestione dei sintomi depressivi. L’intervento psicologico individuale o di gruppo permette di gestire le emozioni e di controllare meglio i pensieri disfunzionali e le credenze erronee che sottostanno alla sintomatologia depressiva.



2° percorso indesiderato: Agitazione e ansia

Tutti siamo agitati, soprattutto quando ci sono dei buoni motivi per esserlo, come ad esempio durante le attese, di fronte a richieste lavorative impegnative o quando si verificano eventi di vita gravi e/o inaspettati che richiedono risposte rapide. L’ansia è un tratto frequente anche nell’anziano e se presente entro certi limiti può essere gestita in autonomia. Quando tuttavia l’ansia è pervasiva e impedisce all’anziano di pensare in maniera lucida e di vivere la vita in modo autonomo e sereno, significa che è arrivato il momento di intervenire. L’intervento farmacologico, indicato comunque solo in casi gravi, dovrebbe essere sempre accompagnato da un percorso psicologico individuale o di gruppo, come quelli proposti da ITINERA. Un intervento psicologico tempestivo impedisce un ulteriore peggioramento deli sintomi ansiosi e aiuta l’anziano a riconquistare o magari a raggiungere per la prima volta una condizione di pieno benessere psicologico.

In un articolo della prossima settimana conosceremo più da vicino i sintomi e le caratteristiche specifiche della depressione e dell’ansia in età anziana.



3° percorso indesiderato: problemi emotivo-motivazionali, difficoltà comunicative e tendenza all’isolamento

Stare da soli è un diritto sacrosanto di ognuno di noi. Ma spesso la solitudine non è voluta, ma è la conseguenza di una serie di comportamenti nostri o altrui oppure è una condizione che semplicemente “è capitata” e che si accetta in maniera passiva e fatalistica. Inoltre anche se l’individuo continua ad avere relazioni con familiari e amici può accadere che queste non esprimano tutte le potenzialità che potrebbero avere: magari si tratta di relazioni saltuarie, monotone e di routine, che non aggiungono nulla o che anzi sono addirittura causa di ulteriori preoccupazioni e stress per l’individuo. Le relazioni e le comunicazioni devono essere di buona qualità, ma spesso in età anziana capita che tale aspetto venga trascurato del tutto, che ci si accontenti di contatti sociali rari e poco costruttivi e che in generale si tenda a subire relazioni e comunicazioni piuttosto che essere partecipanti attivi che contribuiscono a costruire queste ultime. Protocolli come il Percorso psicoeducativo e di sostegno di gruppo focalizzato sugli aspetti emotivi, motivazionali e relazioni proposto da ITINERA possono aprire un mondo nuovo per l’individuo, caratterizzato da:


-una maggiore conoscenza delle emozioni positive e negative provate da noi e dagli altri;

-una nuova capacità di monitorare la propria motivazione, così da impegnarsi nella vita quotidiana provando a fare più di quanto si fa e imparando ad agire da artefice della propria vita;

-diversi strumenti che permetteranno di capire maggiormente gli altri e di costruire con essi scambi comunicativi e relazioni attive e costruttive, aspetto che può essere davvero cruciale nella vita delle persone.



4° percorso indesiderato: il declino cognitivo

Molti ritengono che il declino cognitivo sia una conseguenza diretta dell’età anziana. Le cose non stanno propriamente in questo modo. Infatti è vero che alcune funzioni cognitive vanno spesso in contro ad un leggero calo con l’età, ma questo non comporta deficit cognitivi evidenti nell’individuo. In questi casi vi è un lieve peggioramento delle prestazioni cognitive di tipo fisiologico (ovvero talmente frequente da costituire la norma e legato ai cambiamenti ai quali il cervello va in contro nel corso del normale invecchiamento), condizione ben diversa rispetto a quei quadri in cui vi è un netto declino cognitivo per il quale l’individuo non è più in grado di avere prestazioni paragonabili agli individui della sua stessa età e scolarità; si parla in questi casi di deterioramento cognitivo, che può avere una natura selettiva (quando interessa solo alcuni processi cognitivi e ne risparmia altri) oppure generalizzata (quando risultano deficitari tutti o quasi tutti i processi cognitivi) e che costituisce purtroppo una condizione che spesso preannuncia o è correlata a quadri di Demenza. Esistono poi degli altri casi in cui l’individuo, pur non presentando alcuna difficoltà nella vita quotidiana, ottiene dei punteggi patologici alle prove che valutano una o alcune capacità cognitive (memoria, attenzione, linguaggio). Infine è possibile che il paziente ottenga punteggi deficitari ai test cognitivi e abbia delle evidenti difficoltà a portare a termine le attività della vita quotidiana, ma che egli non sia affatto consapevole di tali problematiche: si tratta di una condizione nota nella letteratura neuropsicologica come “anosognosia per il declino cognitivo”. Il seguente schema riassume i 5 principali quadri cognitivi presentati.


In questa sede si vuole solo introdurre l’argomento della variabilità dei quadri neurocognitivi nel corso della terza età, tematica che verrà ampiamente trattata in vari articoli che verranno pubblicati nelle prossime settimane sul BLOG DI ITINERA.



Come evitare di imboccare questi sentieri poco desiderabili?

È possibile evitare di intraprendere questi percorsi che allontanano sempre di più l’individuo da una condizione di benessere? E se tali sentieri sono già stati imboccati, è possibile fare marcia indietro? Si tratta di domande molto complesse, per le quali non esiste una risposta definitiva e sempre valida. Noi di ITINERA crediamo comunque fortemente nel potere trasformativo degli atteggiamenti e dei comportamenti positivi dell’individuo e, sulla base di varie evidenze che dimostrano come interventi tempestivi a livello emotivo, motivazionale e cognitivo possano davvero fare la differenza, ci sentiamo di affermare che è possibile diventare artefici di gran parte del proprio destino e quindi scegliere quale percorso intraprendere attraverso un lavoro personale mirato. Per fare questo è necessario avere una buona mappa e degli strumenti per orientarsi. In questo caso specifico la mappa è costituita dai contributi che potete leggere sul blog o sulla pagina e dalle informazioni che saremo lieti di fornirvi in fase di consulenza, mentre gli strumenti per orientarsi e intraprendere il percorso più giusto per ciascuno di voi corrispondono ai nostri protocolli clinici individuali e di gruppo, che vi permetteranno di costruire gradualmente una vostra personale “cassetta degli attrezzi”, estremamente utile a farvi avvicinare sempre più ad una condizione di benessere cognitivo e psicologico.

Senti di avere già intrapreso uno dei percorsi individuati? Temi che in futuro potresti imboccarli? Contatta ITINERA, ti forniremo la mappa e gli strumenti per orientarti di cui hai bisogno.

 

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