• Dott.ssa Elisa M. Curreri

Il confine tra invecchiamento sano e patologico


L’età anziana: non solo perdite

Per invecchiamento o senescenza si intende il processo attraverso il quale, con il passare degli anni, si diventa anziani per effetto di una trasformazione progressiva dell’organismo. Il periodo della senescenza, che si colloca nell’ultima fase del ciclo di vita, può essere una fase anche molto lunga. Qualche settimana fa la Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG) ha stabilito che l'età anziana ha inizio a 75 anni, molto più avanti rispetto a quello che si riteneva in passato; si tratta di un adeguamento che tiene conto del notevole miglioramento nelle condizioni e negli stili di vita rispetto al passato, che ha come conseguenza un aumento della speranza di vita e del numero di individui che anche ad età avanzate non presentano patologie di rilievo e sono in perfetta salute.

La vecchiaia rappresenta una fase della vita che, per molti secoli, è stata considerata come l’età del decadimento e della patologia; purtroppo spesso ancora oggi l’invecchiamento viene considerato sinonimo di perdita. Tuttavia decenni di ricerca hanno dimostrato come nell’uomo la senescenza implichi non soltanto impoverimento di certe strutture e funzioni, ma anche conservazione e addirittura perfezionamento di altre; insomma l’invecchiamento porta con sé tanto delle perdite quanto dei guadagni e degli aspetti positivi, sebbene questi ultimi vengano troppo spesso minimizzati o addirittura tralasciati dalla società e dall’anziano stesso.



Cambiamenti fisici, organici, cerebrali e sensoriali nell’invecchiamento fisiologico

Ma quali sono i segnali dell’età anziana? La terza età si caratterizza per molti cambiamenti a livello fisico e biologico. I principali segni di invecchiamento consistono nell’alterazione progressiva dei tessuti dell’organismo, nel rallentamento delle funzioni e nella diminuzione dei livelli di autonomia. In quest’ottica la vecchiaia appare come l’età in cui aumentano le probabilità di ammalarsi, anche di più patologie contemporaneamente, come conseguenza della condizione di fragilità e della riduzione delle difese immunitarie dell’individuo. I cambiamenti fisici nell’invecchiamento normale riguardano principalmente le caratteristiche fisiche e il funzionamento dei tessuti e degli organi, con particolare interessamento del sistema cardiovascolare e di quello nervoso (e dunque degli aspetti cognitivi); si tratta di cambiamenti che hanno un forte impatto a livello psicologico per l’individuo.


Per quanto riguarda gli aspetti fisici e organici si riscontrano le seguenti modificazioni:

- comparsa di rughe sulla fronte e di ulteriori segni del tempo tra i 30 e i 50 anni;

- comparsa dei capelli bianchi a partire dai 40 anni;

- diminuzione dell’altezza di circa 1 cm dai 30 ai 50 anni;

- aumento del peso e diminuzione delle capacità di trasformare il cibo in energia;

- diminuzione della forza muscolare con un declino soprattutto dopo i 60 anni;

- declino nella propriocezione, ossia nella consapevolezza della posizione del proprio corpo e dei propri arti nello spazio;

- deterioramento del sistema cardiovascolare e rallentamento del battito cardiaco;

- diminuzione dell’efficienza del sistema polmonare;

- rallentamento della funzionalità dei muscoli digestivi.


L’invecchiamento è caratterizzato anche da cambiamenti che interessano il sistema nervoso centrale:

- diminuzione irreversibile del numero dei neuroni (cellule del sistema nervoso), le quali quando muoiono non possono essere sostituite;

- rallentamento progressivo nella produzione di sostanze chimiche necessarie alla trasmissione degli impulsi nervosi;

- funzionamento sempre meno efficace dei meccanismi di regolazione che consentono la condizione di equilibrio tra singole funzioni;

- aumento progressivo nel cervello di cellule di sostegno che si sostituiscono ai neuroni;

- comparsa di placche, dette senili, esclusive dell’età avanzata;

- progressivo irrigidimento delle pareti dei vasi sanguigni, con riduzione dell’afflusso di sangue al cervello.


A livello sensoriale invece si verificano:

- cambiamenti a carico della vista che possono rendere difficoltoso lo svolgimento di attività quotidiane;

- la perdita dell’udito, percepita dall’anziano come una delle principali cause della perdita di funzionalità e autonomia nella vita quotidiana;

- la diminuzione o la perdita della sensibilità agli odori e ai gusti, che si rivela più accentuata in concomitanza di alcune patologie (come la Malattia di Parkinson).


Invecchiamento cognitivo fisiologico e patologico: qual è il confine?

L’avanzare dell’età comporta non solo una serie di mutamenti a livello fisico-sensoriale, ma anche una serie di cambiamenti nella sfera cognitiva. Non tutte le abilità risentono però dell’età: alcune infatti rimangono stabili nel corso della vita, altre addirittura si sviluppano e si perfezionano, come le abilità verbali. Le abilità cognitive che risentono in misura maggiore dell’invecchiamento sono:

-la capacità di mantenere nella coscienza informazioni utili per essere utilizzate nei secondi successivi, la cosiddetta Memoria di Lavoro, ossia un sistema temporaneo di memoria;

-la capacità di immagazzinare le informazioni e di recuperarle successivamente attraverso l’uso di strategie, ossia la Memoria a Lungo Termine;

-la funzionalità dei processi uditivi e visivi;

-la capacità di rispondere velocemente a domande e richieste;

-la capacità di ragionare, costruire e risolvere problemi in nuovi contesti;

-la capacità di mantenere l’attenzione nel tempo

-la capacità di elaborare in maniera rapida le informazioni e quindi di effettuare prestazioni cognitive in tempi ristretti (diminuzione della cosiddetta velocità di elaborazione);

La capacità di comprendere concetti e le loro relazioni, la profondità e l’ampiezza delle conoscenze e le abilità legate al linguaggio rimangono invece sostanzialmente intatte e dunque una loro compromissione deve fungere da campanello di allarme.


Finora abbiamo preso in esame il “normale invecchiamento”, cioè quella serie di cambiamenti che si manifestano con l’avanzare dell’età senza che ciò determini problemi di funzionamento e autonomia. Tuttavia l’età anziana può essere caratterizzata da una serie di patologie, sia croniche sia a esito acuto, fra le quali la demenza (nelle sue varie forme) è di particolare interesse a causa della sua frequenza e della gravità delle alterazioni cognitive, psicologiche e comportamentali ad essa associate. Attualmente con il termine demenza ci riferiamo ad una sindrome clinica caratterizzata dalla perdita di più funzioni cognitive, come la memoria (ma anche l’attenzione, il linguaggio e le capacità visuo-spaziali), e dalla presenza di sintomi non cognitivi che riguardano l’ambito della personalità, dell’affettività, della percezione, del comportamento e delle funzioni vegetative.


Recentemente è stato introdotto una nuova categoria clinica, relativa a uno stato di confine (e in alcuni casi di transizione) tra l’invecchiamento normale e la demenza (in particolare la malattia di Alzheimer). Si tratta di una condizione definita “compromissione cognitiva lieve” (in inglese “Mild Cognitive Impairment”) caratterizzata da prestazioni deficitarie nelle prove che valutano uno o più processi cognitivi e, allo stesso tempo, dalla presenza di un funzionamento quotidiano intatto. Si tratta di casi in cui delle iniziali difficoltà di memoria, di linguaggio e/o di attenzione dell’individuo non vengono percepite da quest’ultimo in quanto vengono compensate nel contesto della vita quotidiana, per emergere invece in contesti inusuali con particolari richieste (come quello della valutazione neuropsicologica). La lieve compromissione cognitiva non va trascurata, in quanto come si è detto spesso evolve in forme di decadimento più marcate e in quadri di demenza veri e propri. Un esercizio mentale mirato e continuo nel tempo, come quello che potrete svolgere e imparare ad eseguire in autonomia attraverso i percorsi di training proposti da ITINERA vi permetterà di scongiurare il rischio di compromissione cognitiva lieve e, in caso in cui quest’ultima sia già in atto, di rallentare o attenuare l’insorgenza di difficoltà cognitive più gravi e invalidanti.

A partire dalla prossima settimana approfondiremo più da vicino il tema dell’invecchiamento patologico: infatti nella rubrica del lunedì, CONOSCERE E CAPIRE LE DEMENZE, cercheremo di introdurvi al complesso mondo del declino cognitivo, con particolare attenzione alle cause e ai sintomi delle diverse forme di demenza

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