• Dott. Fabrizio Prini

Quando ciò che non si conosce è uno dei nostri principali nemici: LA DEMENZA A CORPI DI LEWY



La Demenza a corpi di Lewy è una malattia neurodegenerativa nonché una delle demenze più diffuse e frequenti, seconda solo alla Malattia di Alzheimer e alla Demenza vascolare. Nonostante il 15-20% circa delle demenze rientrino in tale quadro, la Demenza a corpi di Lewy è meno conosciuta di molte altre malattie neurodegenerative e non è sempre semplice diagnosticarla, dal momento che i sintomi si sovrappongono in buona parte a quelli della Malattia di Alzheimer e a quelli del Morbo di Parkinson, soprattutto nelle fasi iniziali.

Nel corso di questo articolo cercheremo di fare una rapida panoramica della malattia, cercando di spiegarne i sintomi specifici e il decorso tipico.



Le 4 aree sintomatiche che caratterizzano la Demenza a corpi di Lewy


Come abbiamo detto, i sintomi clinici della Demenza a corpi di Lewy includono alcuni aspetti propri di altre forme di demenza. Solitamente i sintomi tendono ad esordire dopo i 60 anni, con un decorso molto simile a quelli della Malattia di Alzheimer. Semplificando, possiamo individuare 4 classi principali di sintomi: una compromissione fluttuante delle funzioni cognitive, allucinazioni visive, sintomi parkinsoniani e altri sintomi (con particolare riferimento ai disturbi dell’umore e alle alterazioni del sonno). Andiamo a vederli nello specifico.


- Sintomi cognitivi: nelle prime fasi della malattia è possibile osservare, a livello cognitivo, una sensazione generale di confusione nella persona. Ad essa segue poi un decadimento cognitivo che colpisce in particolar modo le funzioni attentive ed esecutive: il soggetto infatti si distrae facilmente, fatica a mantenere la concentrazione per periodi di tempi relativamente lunghi o a svolgere e pianificare determinate azioni. Durante il decorso della Demenza emergono anche disturbi del linguaggio quali eloquio confabulante, perseverazioni verbali e/o riduzione della fluenza. Un aspetto particolarmente cruciale dei sintomi cognitivi in tale quadro risiede nella loro instabilità: essi infatti sono decisamente fluttuanti, nel senso che in alcuni momenti sono presenti in forma lieve e in altri momenti in forme molto più gravi. Tali fluttuazioni sono visibili non solo nel corso di giorni o settimane, ma anche a distanza di ore: è possibile infatti che la persona affetta da Demenza a corpi di Lewy mostri delle difficoltà marcate in un dato momento della giornata e che tali difficoltà non siano più presenti solo poche ore dopo.


- Allucinazioni: generalmente le allucinazioni che caratterizzano questa forma di demenza sono di tipo visivo. Il soggetto infatti afferma di vedere nell’ambiente stimoli che in realtà non ci sono, manifestando quindi una sintomatologia psicotica vera e propria associata anche a difficoltà di pensiero. Di solito queste allucinazioni visive compaiono nelle ore notturne, andando a compromettere quindi anche la qualità del sonno. Spesso, ma non sempre, le allucinazioni visive sono accompagnate anche da allucinazioni uditive. Altri sintomi psicotici che caratterizzano la Demenza a corpi di Lewy sono i deliri paranoidei (convinzione di essere perseguitati da qualcuno o che qualcuno abbia rubato o voglia rubare i propri averi) e la distorsione della propria immagine e identità.


- Parkinsonismi: la sintomatologia parkinsoniana tende ad esordire nelle fasi più avanzate della patologia. Essa si manifesta nella maggior parte dei casi tramite rigidità o tremore degli arti e difficoltà posturali, con conseguenti cadute a terra. Nella Demenza a corpi di Lewy l’entità dei sintomi parkinsoniani è uguale e a volte maggiore rispetto a quella del Morbo di Parkinson e questo può frequentemente essere alla base di errori nella diagnosi.


- Altri sintomi: la Demenza a corpi di Lewy porta con sé anche sintomi secondari, ma spesso presenti in concomitanza con quelli sopra citati. Uno su tutti è rappresentato dai disturbi dell’umore, specialmente la depressione. Un caso molto famoso e recente, in quest’ottica, è quello del noto attore Robin Williams: dopo la sua morte, avvenuta per suicidio solo pochi anni fa, è emerso che all’attore era stata diagnosticata la Demenza a corpi di Lewy. Da qui è stata avanzata quindi l’ipotesi che la decisione di compiere il fatal gesto sia stata conseguenza della sua condizione di salute e, in particolar modo, della depressione associata al quadro neurodegenerativo. Un altro frequente disturbo, al quale si è già accennato prima, riguarda il sonno: coloro che soffrono di Demenza a corpi di Lewy tendono a sviluppare un disturbo del sonno, dovuto in parte alle allucinazioni (che tendono a comparire di notte e ad interrompere il riposo notturno della persona) e in parte ad alterazioni primarie del ciclo sonno-veglia (per le quali l’individuo sperimenta insonnia notturna e sonnolenza/assopimento nelle ore diurne, con ricadute anche sulla sua capacità di vigilanza e responsività).



Diagnosi e decorso della malattia


Come già accennato, solitamente la Demenza a corpi di Lewy tende a presentarsi dopo i 60 anni. Arrivare a diagnosticare tale forma di demenza non è semplice, visto che condivide molti dei sintomi con altre forme di demenza. Si rendono quindi necessari molti differenti tipi di esami e valutazioni, i quali vanno ad indagare non solo i sintomi comuni alle altre demenze ma anche, e soprattutto, quelli tipici di quella a corpi di Lewy. Ecco perché diventa importante rivolgersi ad uno specialista alle prime avvisaglie e difficoltà.

L’aspettativa di vita dopo la diagnosi si attesta intorno agli 8 anni. Al momento non si dispone di cure farmacologiche che possano rallentare e risolvere i sintomi. In quest’ottica però gioca un ruolo fondamentale la prevenzione e la stimolazione/riabilitazione: attraverso questi tipi di intervento risulta possibile incrementare il benessere della persona, limitando l’impatto della disabilità e, allo stesso tempo, incoraggiando e sostenendo le motivazioni e i bisogni attraverso un percorso di supporto psicologico.

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